Foro di Cesare

Il Foro di Cesare e il tempio di Venere Genitrice furono inaugurati nel 46 a.C., l’ultimo giorno delle celebrazioni per il trionfo di Giulio Cesare. La costruzione di un nuovo Foro, destinato ad ampliare gli spazi ormai congestionati del Foro Romano, era stata già programmata nel 54 a.C., quando Cicerone racconta, in una lettera all’amico Attico di essere stato incaricato da Cesare, allora impegnato in Gallia, dell’acquisto dei terreni. Per la realizzazione del complesso fu necessario effettuare un primo sbancamento nelle pendici del Campidoglio.

Ricostruzione grafica del Foro di Cesare in età traianea
Ricostruzione grafica del Foro di Cesare in età traianea

Nel 48 a.C., prima della risolutiva battaglia di Farsalo contro Pompeo, Cesare aveva promesso in voto un tempio a Venere Vincitrice, alla quale era già stato dedicato un tempio, collocato alla sommità della cavea del Teatro di Pompeo nel Campo Marzio. Il tempio cesariano venne costruito sul fondo del nuovo Foro, ma venne poi dedicato a Venere Genitrice, la mitica progenitrice della famiglia Giulia, attraverso Iulo-Ascanio, figlio di Enea.
La costruzione della piazza avvenne contemporaneamente al rifacimento della Curia, sede del Senato, il cui tradizionale orientamento secondo i punti cardinali venne modificato per accordarsi a quello del nuovo complesso.
La piazza fu inaugurata ancora incompleta e i lavori furono portati a termine da Augusto, come egli stesso ricorda nelle Res Gestae.
All’epoca di Traiano (113 d.C.), in seguito agli sbancamenti resisi necessari per la costruzione del suo Foro, il tempio di Venere Genitrice venne integralmente ricostruito. Il nuovo edificio mantenne la medesima pianta di quello precedente, ma l’abside della cella, non più addossata alla collina, venne nascosta da due tratti di muro rettilinei, in prosecuzione delle pareti della cella. Il Tempio ricevette una ricchissima decorazione marmorea.

Foro di Cesare - Rilievi con amorini