Portici ed esedre

Passando negli ambienti del Corpo Centrale “entriamo” nella sezione dedicata ai portici del Foro, dove è ospitata la ricomposizione di una parte dell’ordine architettonico sulla facciata verso la piazza. Una struttura metallica a traliccio ‘sospende’ la ricomposizione, permettendo di apprezzare ad una discreta quota il partito architettonico comprendente il sommoscapo del fusto in marmo giallo antico ed il capitello di una delle due colonne, sormontati dagli elementi della trabeazione con architrave (in calco), fregio e cornice, tutti decorati sui due lati.

Portici ed esedre

Di fronte alla ricomposizione sono esposti singoli, preziosi e raffinati frammenti di sculture pertinenti la decorazione dell’attico la cui ricomposizione è presentata al piano terra, che consentono di apprezzare da vicino la qualità e le varianti delle teste di divinità maschili e delle figure femminili. Le teste, infatti, in alcuni casi erano ispirate direttamente alla rappresentazione di Giove Ammone con le corne d’ariete, in altri casi, come nei nostri esemplari, non avevano le corna e indossavano il torques, monile di ambiente celtico e asiatico, all’epoca molto diffuso. Tutte le teste conosciute, conservate a Roma e altrove, fanno pensare alla presenza di botteghe rodie (dall’Asia Minore), appositamente chiamate a Roma da Augusto ed impegnate nel cantiere del Foro. Come dimostra la firma su un frammento di Cariatide, queste sono copie delle famose figure dell’Eretteo sull’Acropoli di Atene, ma rielaborate ed adattate ad un diverso significato simbolico. 
Il possente ordine di passaggio dai portici alle esedre scherma di fatto l’interno delle esedre stesse, il cui ingresso era probabilmente sottoposto a controllo durante le udienze che vi si svolgevano.
Nelle nicchie trovavano posto le statue degli antenati di Augusto e degli uomini che avevano fatto la grandezza di Roma. La ricomposizione della nicchia presentata nel museo è pertinente ad una di quelle del portico, come attesta la conservazione quasi integrale di una semicolonna in giallo antico, la cui decorazione era analoga a quella delle esedre.