Sezione del Foro di Cesare
Sezione del Foro di Cesare
Il Foro di Cesare consisteva in una piazza rettangolare pavimentata in lastre di travertino e fiancheggiata da portici a due navate. Su quello occidentale, sul lato verso il Campidoglio, si aprivano due lunghe e strette taberne.
Sul lato di fondo, elevato su un alto podio, sorgeva il Tempio di Venere Genitrice, in stile corinzio. L’accesso al podio avveniva non frontalmente, ma per mezzo di scalinate disposte lungo i fianchi.
Pochissimo ci rimane della fase cesariana del complesso forense: nelle sale del museo sono ospitati alcuni frammenti pertinenti all’ordine del portico e ai pilastri che schermavano una nicchia alla testata di esso. I frammenti rappresentano un’importante e rara testimonianza del momento di formazione della tradizione decorativa romana, quando, in seguito all’apertura delle cave di marmo lunense (attuale marmo di Carrara), l’uso del tradizionale tufo o travertino stuccato fu rimpiazzato da quello del marmo. Per la fase traianea del Foro di Cesare, il Museo ospita alcuni frammenti pertinenti alla decorazione del tempio di Venere Genitrice: questa era arricchita, nelle pareti esterne della cella, da pannelli scolpiti che raffiguravano Amorini (o Eroti) in scene dal significato simbolico e decorativo. Dai numerosi frammenti sono stati ricostruiti cinque motivi principali, che dovevano presentare varianti diverse e, in alcuni casi, dimensioni leggermente differenti, a seconda della loro collocazione. Alcune delle lastre erano intagliate insieme a parti del rivestimento delle pareti della cella, sulle quali erano disegnati i blocchi di una finta opera isodoma.
- Introduzione al Foro di Cesare
- Pezzi cesariani
- Decorazione esterna del Tempio di Venere Genitrice
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Decorazione interna del Tempio di Venere Genitrice
Decorazione interna del Tempio di Venere Genitrice
Decorazione interna del Tempio di Venere Genitrice
Anche la decorazione interna del tempio di Venere Genitrice era molto ricca; sono esposti frammenti di altri pannelli con Amorini: uno nello schema degli Amorini desinenti in cespi d’acanto rovesciati e intenti a decorare candelabri, mentre gli altri appartengono a rilievi di larghezza ridotta con Amorini singoli in vari atteggiamenti. Un chiaro richiamo a Dioniso è rappresentato da un pannello a rilievo nel quale è raffigurato un cratere, con ai piedi una maschera teatrale ed una pantera dal corpo maculato. Nella sala è presente anche una base finemente decorata, con parte dell’imoscapo rivestito da una corona di foglie d’acanto; esemplari della medesima base appartenenti a colonne vennero riutilizzati, con i relativi capitelli, nel portico di ingresso del Battistero Lateranense.
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