Sezione del Foro di Nerva

Il Foro di Nerva è stato costruito nello stretto spazio compreso tra il Foro di Cesare, il Foro di Augusto ed il Tempio della Pace, su un tratto dell’ Argiletum, l’antico percorso che, attraversando il quartiere omonimo, collegava il Foro repubblicano con il quartiere della Subura.

Ricomposizione dell'attico dell'ordine aggettante della piazza del Foro di Nerva
Ricomposizione dell'attico dell'ordine aggettante della piazza del Foro di Nerva

La parte conservata che meglio rappresenta il Foro, è costituita dal tratto del muro sud dove si trovano le cosiddette “Colonnacce”, le uniche due superstiti di un colonnato corinzio innalzato lungo il perimetro della piazza, ad imitazione e riproduzione dei porticati degli altri Fori. Infatti, poiché mancava lo spazio per realizzare portici reali, vennero costruiti pseudoportici con colonne collegate al muro retrostante con elementi di trabieazione sporgenti.
L’attico, posto a quasi a 18 m di altezza, reca sul piano superiore i fori delle grappe per l’ancoraggio delle statue, e conserva uno dei rilievi che ne decoravano il lato anteriore in corrispondenza degli intercolunni: avente come soggetto una figura femminile con elmo e scudo, tradizionalmente attribuita a Minerva, divinità alla quale Domiziano avrebbe rivolto l’intero programma iconografico del Foro.
Un personaggio femminile, identificato come “Provincia”, e in origine collocato anch’esso sull’attico dei portici, è ricomposto in una delle sale del Museo insieme ai frammenti architettonici che ne completavano la decorazione.